I luoghi di Culto

Le vicende storiche del Santuario della Madonna  del Divino Amore hanno inizio nel XIII secolo, quando in  questa zona dell’agro romano sorgeva una specie di fortezza
della famiglia Savelli-Orsini, chiamata Castel di Leva. Su una torre del castello c’era un’immagine della Vergine  raffigurata seduta in trono con in braccio Gesù bambino e
la colomba discendente su di lei quale simbolo dello Spirito  Santo, che è appunto il Divino Amore. L’immagine dipinta  a fresco in quella stessa epoca era molto venerata
dai pastori della zona. Nel 1740, un viandante fu assalito  da una turba di cani nei pressi della torre. Il malcapitato  volse gli occhi e vide la sacra effige e chiese aiuto alla Madre  di Dio. I cani si dispersero improvvisamente fuggendo.  In seguito al prodigio l’immagine venne portata nella vicina  chiesetta di S. Maria ad Magos.
Nel 1754 l’immagine venne trasferita dove intanto era stata  eretta una chiesa, consacrata nel 1750 dal Cardinale Carlo Rezzonico, poi divenuto Papa Clemente XIII.

All’interno del Santuario della Madonna del Divino Amore, oltre all’Antico Santuario e al Nuovo Santuario, sono numerosi gli spazi dedicati al culto e alla preghiera, tra cui:

  • la Cripta  dell’Addolorata,
  • la Torre del primo miracolo,
  • la Grotta di Lourdes,
  • la Grotta di Elia,
  • la Cappella del Santissimo,
  • la Cappella dello Spirito Santo,
  • la Cappella delle confessioni
  • la Cappella interna all’Hotel.

Suggestiva la Chiesa a cielo aperto, dedicata al primo martire gitano il Beato Zeffirino che si trova  davanti alla Torre del Primo Miracolo.

Il Nuovo Santuario, progettato da P.Costantino Ruggeri e dall’Arch. Luigi Leoni, è uno spazio di singolare bellezza, che ispira momenti di spiritualità, ospitando anche importanti eventi musicali e concerti d’organo.  Immense vetrate danno una luce mistica all’interno,  all’esterno un prato verde fa da tetto.

“O Maria,
diletta sposa del Divino Amore,
benedici sempre con la tua materna presenza
questo luogo e i pellegrini che vi giungono.
Ottieni alla città di Roma,
all’Italia, al mondo il dono della pace
che il tuo Figlio Gesù,
ha lasciato in eredità a quanti credono in Lui.
Fa’, o Madre nostra,
che nessuno passi mai da questo Santuario
senza ricevere nel cuore la consolante certezza
del Divino Amore.
Amen.”

GIOVANNI PAOLO II,
4 luglio 1999 – Giorno della dedicazione del nuovo Santuario